Nel contatto visivo in cerchio, tra sperimentazione corporea, campane tibetane e strumenti ancestrali parleremo di come:
“Nel modello biotransenergetico, il cerchio è più di una semplice disposizione spaziale: è un campo di coscienza condiviso, un luogo sacro dove l’esperienza si fa presenza, la parola si fa testimonianza e l’ascolto diventa atto trasformativo.
In questo spazio senza cattedre né platee, ogni volto è uno specchio, ogni voce un’attivazione, ogni silenzio un ponte tra l’io e il noi.”
(Pierluigi Lattuada)
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